26/02/12 – Palestra di Roccia
Appuntamento a Valdesi alle ore 10.30… Baraban è venuto a recuperare la sottoscritta e la sua sorella adottiva e dopo aver preso una cassatella al bar sotto casa partiamo alla volta di Cruillas a recuperare u Sierra che da gran signora si fa attendere sotto casa…
Una volta in macchina, e dopo aver fatto uno squillo al cancello del Sierra che come per magia si apre, ci dirigiamo verso Valdesi dove ci attende Però e subito si riparte destinazione “palestra di roccia” dove troviamo ad attenderci Sfincio, in piedi dal giorno precedente per lavoro, e Tutina con la sua Clio dal cofano fiorito. Baci, abbracci e carramba che sorpresa per “la venuta” dell’ormai fiorentino Sierra, inizia la vestizione e la salita. Giornata splendida ma con una leggera friscanzana sufficiente a farci aggigliare ru friddu quando non in movimento.
Però, Baraban e Tutina iniziano ad armare la parete. Nel frattempo il Sierra mi assiste nell’indossare il suo imbrago prestatomi e nel quale letteralmente nuoto, e una volta pronta iniziano le lezioni di ripasso da parte dei “maestri” Marty, Sierra e Sfincio (ci terrei molto a sottolineare la “simpatia” disarmante di quest’ultimo, il quale non contribuiva affatto a rinfrescare la mia memoria in materia speleologica ormai arrugginita da ben 2 anni).
Iniziamo dunque la progressione su corda fino all’ora in cui si cominciano a far sentire i morsi della fame, alchè io e u Sierra scendiamo a Mondello a recuperar del cibo per le bestie. Riforniti di birra, coca, pizzette, arancini e panini rigorasamente vegetariani torniamo la dove ci attendevano le feroci belve affamate.
Continuiamo a far “su e giù” ancora un po’ finchè Marty, Claudio e Piero non disarmano il tutto e iniziamo la discesa verso le macchine. Partiamo verso le 17 circa alla ricerca di un bar per la consueta birra e patatine! Il bar prescelto questa volta è il Sicilia, dove la leggenda di Però narra di pilu a fetiri, ma di patate neanche l’ombra, tranne quella dell’allegra “quasi milf” che ci ha portato una cartata di stuzzichini da aperitivo per la gioia dei presenti!
Partecipanti: Martina, Sfincio, Alessia, Sierra, Baraban, Però e Tutina.
Notizie di Alessia.
TweetCiaspolata a Piano Cervi
Domenica 19 Febbraio i nostri ragazzi si sono fatti una bella passeggiata, muniti di ciaspole, a Piano Cervi e nei meravigliosi boschi li intorno… Nisida non solo speleo, ma con tanta voglia aperta a tutto!
Grazie a Giancarlo per il video e grazie a GenchiExtreme per le ciaspole.
Notizia di: Martina D.
Finalmente è arrivato il momento di fare una bella ciaspolata! Il polje innevato di Portella Colla ci aspetta..
Appuntamento a Bagheria alle 7:30 che stranamente viene rispettato… quindi un caffè al bar sotto casa di Piero ci sta!! Ci infiliamo nelle macchine (“ma ce l’avete da mangiare?”…”nooo vogghiu u salamino ri Collesano!!!”), facciamo benzina, recuperiamo altri tre ciaspolanti allo svincolo di Bagheria e ci avviamo verso i colli innevati! Tra chiacchierate, musica e tante risate arriviamo nei pressi di Piano Cervi dove veniamo fermati perché le catene sono obbligatorie… e in effetti senza quelle avremmo perso molto più tempo..ACCATTATIVI A DACIA!!! direbbe Sfincio…
Superato qualche problema per posteggiare, visto l’afflusso dei ciaspolanti e sciatori, ci muniamo di ciaspole e bastoni (povera Naica senza ciaspole faceva il triplo della fatica!) e cominciamo la nostra passeggiata! All’inizio era un po’ strano procedere con questi enormi piedoni..soprattutto quando Naica decideva di camminarci sopra e farci inciampare!! Poi ci abbiamo preso tutti gusto ed era davvero divertente! Chi faceva foto…chi faceva video a GoPro!..chi si faceva trasportare da Naica a mò di traino con un cordino attorno alla vita e chi cadeva ogni due secondi scivolando sulla neve senza capire come.
Arriviamo al pagliaio ma… dov’è il pagliaio?? Dobbiamo cambiare meta perché il pagliaio è sommerso dalla neve quindi proseguiamo verso un piccolo rifugio semi-sommerso dalla neve dove però riusciamo ad entrare. Fermarci è d’obbligo perché tutti sentiamo il bisogno di mangiare qualcosa ma stare più di 10 minuti fermi ci fa congelare e neanche il the riesce a combattere il gelo così, mangiamo l’ultimo boccone e soddisfatti ci incamminiamo per il ritorno.
La strada del ritorno, come sempre sembra più corta ma arrivati al polje (…e alla fine arriva Polje) becchiamo la nebbia fitta che dà tutto un’altro tono al paesaggio. Per chi conosce Resident Evil quella era la sensazione!! Un paesaggio molto suggestivo che ci accompagna per buona parte del ritorno.
Rieccoci alle macchine..smontiamo le ciaspole..ci sistemiamo in macchina e ci avviamo verso la nostra meta fissa a Collesano: Carricaturi. Ma prima ci ricordiamo di togliere le catene… stranamente per metterle ci sono voluti 3 minuti contati (bravo Piero si troppu coinna rure!) e qualche piccola macchia sulle mani e per smontarle ci si sporca più di quando si va in grotta!!
Birra, patatine, lezioni di Panti, Cutupiddi e Lio chiudono la nostra giornata con gioia e soddisfazione!
Alla prossima!!
Partecipanti: Marco, Giancarlo, Piero, Alessia, Sarah, Angelo, Pierangelo, Naica, Martina
TweetCampo Monte Inici – 4-8/01/2012
Con un po di ritardo vi pubblichiamo le relazioni del campo di Monte Inici. Una molto tecnica scritta da Piero che ha partecipato attivamente alle fasi di rilievo e l’altra un po più cool di Giancarlo che unisce ai cenni tecnici anche un po di prosa personale che non guasta mai. Eccovele:
Relazione di P. Valenti:
In svariate occasioni si era discusso di rifare la topografia della Grotta dell’Eremita e finalmente è stato programmato il campo che ha avuto luogo dal 4 all’8 Gennaio.
Il campo inter-gruppi vede impegnati i ragazzi del Centro Speleologico Etneo, dello Speleo Club Ibleo, del Gruppo Speleologico Siracusano e di Nisida.
Giorno 1: – Armo della grotta
Il gruppo del CSE provvede all’intero armo della grotta.
Giorno 2: – Briefing e Rilievo
Si decide la linea d’azione; il rilievo verrà effettuato in entrata, si divide quindi la linea d’asse principale dello sviluppo della grotta in 5 porzioni tante quanto saranno le squadre di rilievo che entreranno a distanza di 3 ore l’una dall’altra.
La squadra 1 mette piede in grotta intorno alle 12:30 contemporaneamente a 3 componenti della squadra 2, i quali anticipano l’ingresso per effettuare un sessione fotografica in attesa che arrivi il resto della.
Per motivi tecnici si anticipa l’ingresso dalla squadra 4 che si occuperà della topografia verso il fondo.
Ore 17:00 la squadra 1 termina la propria porzione di grotta ma continua la discesa in direzione Sala dei Pipistrelli.
Ore 18:00 finalmente la squadra 2 è al completo si inizia a fare il rilievo
Ore 20:30 la squadra 2 termina di rilevare e contemporaneamente la squadra 1 è di ritorno dal giretto fatto verso il fondo, e cosi inizia, come è giusto che sia, una lenta e dormiente risalita vero l’uscita
La squadra 1 sarà fuori alle ore 00:00 ed la squadra 2 alle ore 02:00!
Le due squadre insieme dopo un enorme piatto di pasta al sugo andranno alle terme da dove rientreranno alle 6.30 circa tra lo stupore per la temperatura dell’acqua e la goduria infinita.
La squadra 4 dopo aver completato la sezione di rilievo uscirà alle ore 7:30.
Giorno 3: - Abisso dei Cocci
Un folto gruppo, dopo la nottata precedente (quelle terme sono maledette) entrerà intorno alle ore 13:00 all’Abisso dei Cocci (ingresso basso) uscita più che altro di piacere. Ottima come uscita dove far pratica di fotografia e di cazzeggio!Si uscirà tutti insieme alle ore 17:30.
Giorno 4:
La giornata viene dedica al disarmo completo e al recupero dati e attrezzature.
Relazione di G. Tamburello:
Nonostante le condizioni meteorologiche dei giorni precedenti, il sottoscritto Baraban e l’intrepida Tappina riescono ad pianificare un sopralluogo in giornata al campo speleo intergruppi.
La sera prima si sta al telefono fino alle 22:30 per cercare di organizzare lo spostamento in macchina che si concretizza grazie ad altri due speleo palermitani (Ponzio ed Angelo). Si parte così alle 8:00 del mattino da piazzale Giotto e si arriva a Castellammare del Golfo intorno alle 9:00. Alle porte del paese, la prima tappa obbligatoria è spesso Sucameli (supermercato e non imperativo) che permette l’incontro con un mio vecchio amico di infanzia: il blocchetto da mezzo kilo di cioccolato gianduia, meglio noto come Gianduiotto. Il dubbio se comprarlo o no dura 10-20 secondi, era già nelle mie mani insieme ad un panino di rimacino crudo-parmigiano-olio.
Ci rechiamo al bar della Sorgente per aspettare i ragazzi di Ragusa che ci avrebbero portato al campo. Il bar è un’altra occasione di incontri: lo “spietino” con carne appena sfornato (in realtà è iper-fritto), il dubbio se comprarlo o no stavolta dura di più (10-10 secondi). Dopo vari morsi arrivo al ragù, Tappina sostiene che fa “feto di ascelle”, “vero” rispondo io, lo finisco in 3 morsi.
Arrivano i ragazzi di Ragusa e Siracusa, fanno colazione e ci portano al campo. Arrivati al campo salutiamo tutti gli altri speleo (catanesi e non) e ci dirigiamo rapidamente verso la tenda di Pietro per un dolce risveglio: purtroppo già sveglio, esce dalla tenda con due occhi a pampina da manuale dovuti ad un eccesso di rilievo topografico del giorno prima ed un eccesso di acque termali durante la notte. Passa così una mezz’oretta tra colazioni in sospeso e chiacchiere varie e ci si ritrova tutti insieme nel campo a pianificare la giornata. Si creno così due gruppi: gruppo abisso dei Cocci (foto) e gruppo grotta dell’Eremita (topografia, foto e recupero materiale). In quest’ultimo gruppo si inserisce il sottoscritto incaricato, insieme a Ponzio Angelo e Francesco, di prendere la sacca d’armo rimasta all’attacco del 23.
Prendiamo le macchine e ci rechiamo all’ingresso della grotta (542 m s.l.m.). Entriamo tra i primi con l’idea di arrivare rapidamente all’attacco del 23 per poi eventualmente continuare fino al fondo. La grotta è enorme, camminiamo attraverso questi grandi tunnels il cui pavimento è un’alternanza di guano e roccia scivolosa, anche il più claustrofobico degli speleo si sentirebbe a suo agio in un ambiente del genere. La temperatura è piuttosto alta: la grotta dell’Eremita si trova in un’area a gradiente geotermico anomalo, ovvero la temperatura aumenta con la profondità più rapidamente del normale. E ancora “unn’amu vistu nienti”, la temperatura al fondo supererà i 20°C, il mio pail finirà presto dentro la sacca d’armo. La grotta non delude per tutto il tragitto, notevole il pozzo dell’oblò, cioè un pozzo il cui attacco è alla fine di un cunicolo cilindrico che permette di calarsi nella parte più strapiombante di questo stanzone.
Dopo l’oblò arriviamo all’attacco del pozzo da 23: una stanza enorme soprannominata “Er cupolone”, tappezzata alla base da blocchi enormi staccati da tetto, un posto ideale per uno spuntino. Mi tolgo rapidamente il pail ed azzanno il mio panino consumandone circa metà, il mio pensiero era diretto all’amico d’infanzia: il mio spata taglia il gianduiotto come burro, ne assaporo tutta la cioccolosità (noccioline incluse), spengo la luce, buio, momento di meditazione. Mi riprendo dallo sballo, suggerisco di farci il 23 per digerire e arrivare all’attacco del 70, autostrada verso la fine della grotta. Trovo la sacca d’armo e ci ficco dentro il pail, anche il 23 non è male (ovviamente), arriviamo all’attacco del 70, siamo in super orario e decido insieme a Francesco di continuare fino al fondo, Ponzio e Angelo risalgono a fare foto.
Il 70 è un tunnel quasi elicoidale molto semplice da scendere e salire, arriviamo in poco tempo al ramo dell Stillicidio. Scendiamo in libera un altro pò scivolando sulla miscela di fango e guano e arriviamo al fondo del pozzo. Temperatura altissima e sudore a go go. Risaliamo altrettanto rapidamente, recupero la sacca d’armo e ci ficco dentro il mio personalino e quello di Francesco, un pò rallentato dai crampi. Promemoria importante: in questa grotta un litro di acqua personale non basta e non sarebbe male qualche integratore salino. Ci riuniamo così al gruppo foto e topografia e all together usciamo dalla grotta.
All’uscita la vista è mozza fiato, nessuna nuvola in cielo e luna piena, spengo la luce del casco (non serve) e mi reco alla macchina. Arriviamo al campo verso le 20:00, Piero e Tappina erano già andati via, l’odore della brace e della carne arrostuta ci blocca lì fino alle 22:30. Io, Ponzio e Angelo ce ne andiamo con la panza china di salsiccia e vino, soddisfatti della bellissima giornata.
L’Eremita sarà una tappa obbligatoria per effettuare foto e riprese con Sfincio e collaudare la mia nuovissima GoPro®. Ma stavolta con due litri d’acqua nello zaino e, forse, mezzo chilo di gianduiotto!
Notizie di: Xò & Baraban;
Foto di: Xò;
Partecipanti: Xò, Baraban, Tappina.
TweetAbisso del Vento – 26/12/11
Vi avevamo gia mostrato il montaggio di qualche spezzone video girato in occasione di questa uscita, di seguito invece trovate un breve resoconto della giornata e qualche scatto che ci sta sempre bene. Se volete rivedere il video lo trovate qui!
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Ed eccoci qua, è il 26 dicembre, S. Stefano e come da tradizione si organizza un uscita di fine anno. Si era pensato alla classica vetta di Pizzo Carbonara, ma le condizioni meteo e la neve alta non lo permettono, si ripiega sul un altro classico: una bella sgroppatina all’Abisso del Vento; si approfitta dell’occasione per fare quelle prove generali di riprese da tanto rimandate e qualche foto!
Appuntamento, ormai tappa fissa, il bar sotto casa di Xò, colazione e via, direzione Isnello. Arrivati al Pink Panter recuperiamo le chiavi e andiamo a quel praticello ormai tanto familiare, dove ci ritroviamo con gli amici del CSE Corrado e Roberta che non entrano in grotta con noi ma si dedicheranno ad una battuta esterna… c’è sempre qualcosa da fare su Cozzo Balatelli!!!
Ci vestiamo, si sistema la roba d’armo, le attrezzature foto e video e via:
Ore 11:00 siamo dentro. Meta prefissata la Sala del Geode.
Xò in compagnia di Baraban (Giancarlo) filano giù armando, nel fra tempo Dago si diletta nel provare le nuove attrezzature video… riprende tutto ciò che si muove supportato da un operatore luci non abbastanza sveglio: Claaaaudio!
Ore 13:30. Siamo all’attacco del Ramo delle Faglie tutti o quasi; sotto il Pozzo Tarzan Martina avverte un fastidio al ginocchio e decide di risalire in compagnia di Claudio. Tra panini al tonno e rattazzate (ottime ravazzate di raton!!) si cazzeggia allegramente.
Ci asciughiamo un po’ per evitare la continua condensa sugli obiettivi e si ricomincia tra la Sala del Geode, la base del Pozzo Cascata… chi fa riprese e chi foto, tutto ovviamente condito da un continuo ed inesorabile “babbio”.
Finito tutto con ottimi risultati iniziamo a risalire, chiudono la fila Siruaro (Gregorio) e Miglio ribattezzato U’ Minierva.
Ore 19:30 siamo tutti fuori.
Notizie di: P. Valenti;
Foto di: P.Valenti;
Partecipanti: Xò, Dago, Yoko, Gregorio, Miglio, Claudio, Giancarlo.
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Incontro con Nisida
Nisidiani e non, siete tutti invitati Mercoledì 18 Gennaio alle ore 18,30. Oltre al piacere di incontrarsi e bere una birra insieme, ci sarà una piccola mostra fotografica dei migliori scatti dei nostri ragazzi, proiezione di video realizzati durante l’attività e il tesseramento per il nuovo anno! accorrete numerosi!!
TweetNisida arriva su Smartphone
E’ scontato dirlo ma ormai la maggior parte delle nostre azioni passa attraverso uno smartphone, che sia vedere video, controllare la posta, navigare in giro per varie pagine per non parlare dell’uso dei social network.
E’ stato sulla base di queste considerazioni che i Nisidiani smanettoni dei computer dopo aver sviluppato pagine su twitter e facebook, youtube e vimeo per il gruppo Nisida, hanno creato una applicazione che rende possibile la lettura di questo blog tramite iPhone o tramite telefono Android. In realtà non è un’applicazione “nativa” ma il funzionamento si basa su un’app che si chiama Bloapp la quale, tramite opportuni settaggi, permette di collegarsi al nostro sito o a tutti i siti di coloro che decidono di fornire questo servizio.
Rispetto alla visualizzazione dai browser dei telefoni si ha un’interfaccia molto intuitiva e perfettamente ottimizzata per gli schermi dei telefoni che supportano queste funzioni.
L’applicazione la potete scaricare da questi link:
Link per iPhone
Link per Android
Una volta scaricata l’app potete effettuare una ricerca per cercare il collegamento alle pubblicazioni Nisida o molto più semplicemente potete con il vostro telefono scattare una foto dall’applicazione al codice QR sottostante il quale aprirà direttamente il link alle nostre pagine rendendovi disponibili i contenuti che vengono periodicamente pubblicati.
Non sarà un’applicazione “nativa” ma è un modo veloce ed efficace per rimanere in contatto con le nostre news. Per rendere meglio l’idea ecco un paio di screenshot dell’applicazione in funzione su un iPhone.
Speriamo che gli utenti gradiscano l’iniziativa.
Ciaoo!!
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